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Il trasporto pubblico locale e l’inquinamento pericoloso per i cittadini
La mancanza di investimenti nel trasporto pubblico locale causa inquinamento e pericolo per la salute dei cittadini. La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE di qualità dell’aria relative a un pericoloso inquinante atmosferico, il particolato fine. Queste particelle, contenute principalmente nelle emissioni dell’industria, del traffico – e dunque dei mezzi di trasporto urbano – e degli impianti di riscaldamento domestico, possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura. Un secondo e ultimo avvertimento scritto è stato inviato all’Italia nel 2010 per aver superato i valori limite del particolato fine in numerose...
Affidamento ai soggetti pubblici del Servizio di Gestione Integrata dei rifiuti urbani
L’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici – AVCP ha concluso il 26 gennaio scorso l’indagine sulla conformità alla normativa delle gestioni del servizio integrato dei rifiuti tramite procedure di affidamento in house e a società miste da parte degli enti locali. Dei 28 contratti esaminati 10 dovranno essere riaffidati con procedura ad evidenza pubblica perché hanno violato la normativa in materia di Servizi pubblici locali di rilevanza economica. Da tale indagine era emerso che su 136 gestioni comunali dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, ben 81 (pari a quasi il 60%) erano state affidate direttamente senza procedura ad evidenza...
Tariffa acqua: la verità
Nel nostro Paese convivono due sistemi tariffari, quello introdotto dalla legge di riforma c.d. Galli del 1994 e quello antecedente. Con la legge Galli a definire la tariffa è l’Ente di Ambito (ovvero l’Autorità pubblica) sulla base del Piano d’Ambito proposto dal gestore in gara. Nel sistema antecedente alla legge Galli, che interessa ancora un terzo del territorio nazionale, la tariffa è decisa direttamente dai Comuni. E qui accade regolarmente che essendo il servizio sotto il controllo politico la tariffa resta bassa per ovvi motivi di consenso ma spesso non copre neanche il costo d’esercizio. Ne conseguono servizi per il...
L’affidamento del servizio idrico integrato in Italia
L’affidamento del servizio idrico in Italia prevede: – la gestione in house da parte di società interamente pubbliche; – l’affidamento diretto a società miste, ma con una procedura di evidenza pubblica per la scelta del socio privato; – una gara rivolta a società di capitali. Secondo i dati 2010 il 41% (rispetto al totale della popolazione servita) risulta in house; il 19% ha la gestione tramite società quotate; il 17% tramite S.p.A. mista (IPPP, Partenariato Pubblico-Privato Istituzionalizzato); il 5% è affidata a terzi. Gli altri casi (affidamenti transitori, plurigestione, salvaguardia) corrispondono al 5%. Infine, il servizio non risulta ancora affidato...
L’Europa e le politiche di tariffazione dei servizi idrici
Le risorse idriche costituiscono uno degli obbiettivi privilegiati delle politiche comunitarie e rientrano fra le priorità ambientali della Commissione europea che rileva il ruolo importante della tariffazione nel promuovere la gestione sostenibile dell’acqua. Le politiche di tariffazione dell’acqua includono costi di natura diversa: A) costi finanziari dei servizi idrici (oneri legati alla fornitura ed alla gestione, costi operativi e di manutenzione, costi di capitale, come le quote capitale e quote interessi); B) costi ambientali legati ai danni che l’uso delle risorse idriche causa all’ambiente (ad esempio una riduzione della qualità ecologica degli ecosistemi acquatici o la salinizzazione e degradazione di...
La UE chiede all’Italia di rispettare le regole europee e risolvere la crisi dei rifiuti in Campania
L’Italia deve rispettare la legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti urbani senza ritardi, migliorare la trasparenza delle procedure per contrastare il coinvolgimento del crimine organizzato e ricostruire uno stato di fiducia con le popolazioni locali. Questa la posizione del Parlamento europeo in riunito in sessione plenaria nel febbraio 2011. La Corte di Giustizia europea  aveva già individuato l’ostacolo principale nel deficit infrastrutturale in termini di installazioni per il trattamento, riconosciuto anche dalle autorità italiane. La conclusione della Corte riporta sulle gravi conseguenze per la salute dei cittadini e sui mancati obblighi dell’Italia nei riguardi della Direttiva europea sui rifiuti.  ...
L’economia dell’acqua: il valore delle acque europee
La Direttiva Quadro dell’Acqua dell’Unione europea – 2000/60/CE – introduce per tutti gli Stati Membri i principi e metodi di un’economia volta alla gestione dell’acqua in Europa. L’economia dell’acqua viene per la prima volta esplicitamente introdotta come approccio alla gestione sostenibile delle acque. Una delle innovazioni fondamentali della direttiva è la sua richiesta esplicita e vincolante di un costo che rifletta pienamente i conti economici economici dei diversi servizi dell’acqua – quali l’approvvigionamento di acqua potabile, l’irrigazione per l’agricoltura, le dighe per l’energia idroelettrica, i depuratori delle acque reflue e gli impianti di trattamento. Secondo la Direttiva, i costi fanno...
La Direttiva Quadro sull’Acqua dell’Unione Europea
L’Unione europea ha definito il quadro comunitario per la protezione e la gestione dell’acqua nel 2000. Ogni Stato membro deve identificare e analizzare lo stato delle acque, classificate per bacino e per distretto idrografico di appartenenza. Successivamente, ogni paese definisce e adotta i piani di gestione e programmi di misure adattati a ciascun corpo idrico. La direttiva quadro persegue molteplici obiettivi, quali la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, la promozione di un uso sostenibile dell’acqua, la protezione dell’ambiente, il miglioramento delle condizioni degli ecosistemi acquatici e la mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità. Il suo obiettivo ultimo è...
Le societa miste per la gestione dei servizi locali
Per società “miste” s’intendono, in generale, quelle con presenza nel capitale sociale sia di soggetti pubblici che di soggetti privati. Il fenomeno è assai diffuso nel nostro Paese tanto negli ambiti  statali e regionali quanto nell’area degli enti locali. Le società “miste” sono state “legittimate” anche per la gestione dei servizi pubblici locali con la legge 8 giugno 1990 n°142 che prevede, dopo la forma di gestione in economia, a mezzo di azienda speciale e della istituzione, la società per azioni a prevalente capitale pubblico locale qualora si renda opportuno in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione...
Governo e Regioni per il trasporto pubblico locale
Negli ultimi anni il settore del Trasporto Pubblico Locale ha conosciuto un intenso periodo di produzione normativa, con leggi, decreti, regolamenti rivolti più a sconfessarsi l’un l’altro che a disegnare un quadro chiaro e definitivo all’interno del quale rilanciare un settore ormai stabilmente in territorio di crisi. L’Isfort – Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti mette in evidenza il fatto che la Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo di far fronte agli impegni sottoscritti con l’Accordo fra Governo e Regioni del dicembre 2010: 1. Maggior finanziamento del Trasporto Pubblico Locale per l’anno 2011 per 75 ml...
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